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Tony Chessa nel concerto di Mozart,dirige Gioele Muglialdo al Teatro Comunale di Sassari.
06/11/2012

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Saranno le musiche di Wolfgang Amadeus Mozart,Sergej Prokof’ev e Franz Joseph Haydn ad aprire,martedì 6 novembre alle 20,30,il secondo concerto sinfonico previsto nel ricco cartellone della stagione lirica e sinfonica dell’Ente Concerti di Sassari.
Per l’occasione sarà Gioele Muglialdo a dirigere l’Orchestra dell’Ente Concerti mentre al flauto,il pubblico del Teatro Comunale potrà ascoltare Tony Chessa.
Il programma,nella prima parte (durata 35 minuti circa),prevede da subito,sulle musiche di Mozart,un concerto per flauto e Orchestra in Re maggiore (N. 2 K 314). A seguire quindi,la sinfonia N. 1 in Re maggiore Op. 25 “Classica” di Prokof’ev.
Nella seconda parte (durata 30 minuti circa) il pubblico potrà ascoltare,su musiche di Haydn,la sinfonia N. 104 in Re maggiore “London”.
Come fa notare il musicologo Marco Mauceri nel saggio pubblicato sul libretto di sala dell’Ente Concerti,le composizioni di Mozart «espressamente dedicate al flauto sono poche; tre quartetti e due concerti e un doppio concerto per flauto e arpa. Il concerto n. 2 per flauto e orchestra in Re maggiore K 314 è una trascrizione di un precedente concerto per oboe che Mozart scrisse per il ricco olandese Willem de Jean (O Dejean),musicofilo appassionato e ambizioso committente di musica nuova».

Questo concerto,«come del resto tutti i concerti per flauto,e – fa notare ancora Mauceri – nonostante il poco entusiasmo con cui Mozart dovette scriverli,mostra una grande padronanza della tecnica dello strumento e la capacità di sfruttare al massimo le sue possibilità,forse grazie anche ai consigli dell’amico flautista Wendling».

Sul libretto di sala si legge inoltre che «l’Allegro aperto iniziale è contraddistinto da due temi fortemente contrastanti,con un ruolo preminente del solista che sfoggia tutta la sua bravura e agilità. L’Andante ma non troppo è dominato da un clima di intimo raccoglimento. Il fluido fraseggio dello strumento,che si lascia andare a frasi di marcata consistenza elegiaca,è l’elemento distintivo del movimento. L’Allegro finale,in realtà un vero e proprio rondò,riprende lo stile brillante dell’opera buffa; non a caso il refrain verrà poi proposto nell’aria di Blondchen “Welche Wonne,welche Lust” della Entführung aus dem Serail».
Per quanto riguarda le musiche di Prokof’ev,“Classica” è la definizione che lo stesso compositore diede alla sua Sinfonia n. 1 in Re maggiore op. 25. «Prokof’ev – spiega ancora Mauceri – aveva appena 26 anni quando la portò a termine nell’estate del 1917 mentre la Russia,che già aveva visto l’abdicazione dello Zar Nicola II,era sconvolta dalla rivoluzione. Fu eseguita la prima volta il 21 aprile 1818 a Pietrogrado con lo stesso Prokof’ev alla guida dell’orchestra,due settimane prima della sua partenza per l’America.

«Sebbene scritta “nello stile di Haydn”,la sinfonia – afferma Marco Mauceri – nacque con il preciso intento,come scrisse ancora il compositore,di “gettare nello scompiglio le oche”,cioè di far scandalo per il ritorno a una forma antica e ormai obsoleta,con la sfida di farla diventare un pezzo di repertorio.

«Sfida vinta,giacché la Classica – fa notare il musicologo Mauceri –,per il suo organico ridotto,le sue proporzioni aforistiche (15 minuti di musica) e la verve ironica che la pervade,è l’opera più eseguita di Prokof’ev. Di veramente classico c’è in realtà solo la rigorosa successione dei quattro tempi: un Allegro,un Larghetto,una Gavotta. Non troppo allegro,il Finale. Molto vivace. La “Gavotta” era stata scritta nel 1916 e fu collocata al posto del Rondò di prammatica,ma i tempi estremi seguono la forma sonata,così come l’Andante è tripartito,con una sezione “pizzicato” al suo interno».
Ultima delle sinfonie di Haydn,la Sinfonia n. 104 in re maggiore è chiamata “London” perché venne scritta proprio nella capitale del Regno Unito dove il compositore visse per ben due stagioni (1791-92 e 1794-95).
«Composta nel 1795,la Sinfonia n. 104 – spiega Mauceri – fu probabilmente eseguita la prima volta il 13 aprile di quell’anno in un concerto pubblico fuori abbonamento a favore dello stesso compositore,che lo diresse.

«In quattro movimenti,l’Adagio avvia la sinfonia con un accordo all’unisono in fortissimo,seguito da un’introduzione lenta,piena di tensione in cui l’armonia sfrutta toni oscuri e sommessi. L’orchestra si dispiega tra misure a piena orchestra in unisono e monoritmia e in frammenti melodici dei violini e degli strumentini. Dopo una brevissima,quasi impercettibile,cesura ecco subentrare l’Allegro con un tema costruito per moto congiunto ed esposto sommessamente dai soli archi,che attenua il contrasto con l’introduzione ed esalta allo stesso tempo il pieno orchestrale.
«L’Andante adotta una forma che sta fra quella del rondò e quella della variazione. Il tema è esposto dai soli archi e viene ripreso,in minore,dagli strumentini per quattro battute,finché non si dispiega tutta l’orchestra: è un succedersi – sempre al di fuori di ogni esuberanza – di imprevisti ed episodi inaspettati; sospensioni,indugi cadenzati,che fanno di questo Adante uno dei movimenti più estrosi di Haydn,e definiscono il ‘tema variato’ come la forma privilegiata del compositore per il secondo movimento di Sinfonia. Il successivo Minuetto (Allegro) è in un tempo piuttosto allegro e mostra la tendenza,indubbiamente moderna,verso lo Scherzo delle future sinfonie.

L’orchestra è leggera ed aerea. Il Trio è costruito su una melodia data agli strumentini: dall’oboe passa per il fagotto e il flauto,generando una notevole varietà timbrica che lo pone in contrasto con il Minuetto.

«Conclude la sinfonia il Finale. Allegro spiritoso – in tempo veloce e in forma di sonata – un omaggio alla tradizione popolare,basato sul motivo di una ballata (forse la croata “Oj Jelena”,che mostra analogie con “Hot cross buns” e “Live cod” dei venditori ambulanti londinesi del XVIII secolo),con il caratteristico pedale basso di “zampogna” affidato ai violoncelli,mentre i violini disegnano una bella e felice melodia di quattro battute che regge tutto l’impianto. Grande effetto con mezzi così contenuti: è questa la grandezza di Haydn».
Le biografie
Gioele Muglialdo
Pianista e compositore è musicista eclettico e versatile,che spazia dal repertorio classico al musical,alla musica da film,sino alla musica americana ai confini col jazz.

Diplomatosi giovanissimo al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino si perfeziona nella direzione d’orchestra con vari docenti di scuola russa,tra i quali Yuri Ahronovitch. Ottiene il secondo posto al IV International Cours and Competition di Budapest dove dirige l’Hungarian Symphony Orchestra. Segue il maestro Nello Santi per diversi anni in varie produzioni.

Tra le orchestre dirette: Orchestra del Teatro Regio di Torino,Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano,Orchestra Filarmonica Italiana,Orchestra del Teatro Coccia di Novara,Orchestra del Teatro Donizetti di Bergamo,Rousse State Philharmonic,Thessaloniky State Orchestra,Plovdiver Symphoniker,Orchestra del Teatro Novaja Opera di Mosca,Orchestra Sinfonica Nacional del Perù. Come pianista si è esibito tra l’altro a Budapest,Monaco,Norimberga,in Giappone a Yokohama e a Tokyo. Collabora con Giuseppe Valdengo,Magda Olivero,Claudio Desderi,Francesca Patanè,Enzo Dara,Masako Deguchi,Sue Patchell,Ignacio Encinas,Dimitra Theodossiu,Nicola Ulivieri,Luca Canonici,con la Fondazione Toscanini di Parma. Il CD Non ti scordar di me col baritono Armando Ariostini,che comprende celebri canzoni degli anni ’30 e napoletane,personalmente arrangiate,è stato recensito dalla rivista L’Opera che definisce il suo stile pianistico “duttile,leggero,frizzante e swingato”.

Tony Chessa
Ha intrapreso lo studio del flauto seguito dalla professoressa C. Puglia. Si è diplomato col massimo dei voti e la lode al Conservatorio di Sassari,sotto la guida dei maestri E. Cornacchia,S. Mancini e C. Scano. Collabora da anni come solista,primo flauto e ottavinista con l’Orchestra Filarmonica del Conservatorio di Sassari,con l’Orchestra Coop. “Teatro e/o Musica” e con l’Orchestra internazionale sarda,sotto la direzione di A. Vismara,P. Borgonovo e D. Benedetti Michelangeli. Collabora con l’Orchestra di fiati della Sardegna,l’Ass. Ellipsis e con l’Ass. “Ars Musicandi Ensemble”. Dal 2003 al 2012 fa parte dell’Orchestra dell’Ente Concerti “Marialisa de Carolis” per la stagione lirica,in qualità di primo flauto.

Nel 2006 partecipa al corso di formazione Orchestrale di Lanciano seguito dal maestro A. Amenduni e fa parte dell’Orchestra giovanile pescarese per il programma lirico-sinfonico ed è stato primo flauto per una tournèe in Cina tra il 2007/08 sotto la direzione di Lior Shambadal. Nello stesso anno vince l’audizione all’Orchestra J. Futura di Trento,diretta dal maestro M. Dini Ciacci.

Si diploma in Musica da camera all’Accademia di Imola in duo flauto/pianoforte col pianista Michele Nurchis,sotto la guida del maestro Pier Narciso Masi. Frequenta il corso annuale di ottavino all’Accademia musicale S. Felice a Firenze seguito da N. Mazzanti,e nel 2008 conclude con votazione 100/100 il corso triennale di flauto,sotto la guida di M. Ancillotti e C. Tonelli. Vince nel 2008 l’audizione per l’Orchestra Sinfonietta Monteverdi di Cagliari.

Nel 2008 in qualità di assistente del maestro A. Amenduni,tiene il corso di perfezionamento alla Maddalena,organizzato dall’Ass. Euromediterranea. Dal 2009 collabora come primo flauto con l’Orchestra Spazio-musica di Genova e tiene una masterclass ad Iglesias con concerto finale. Attualmente svolge attività concertistica ed è docente di flauto in scuole medie a indirizzo musicale.

Martedì 6 Novembre ore 20,30
PRIMA PARTE
Durata: 35’ circa
Wolfgang Amadeus Mozart (Salisburgo 1756 – Vienna 1791)
Concerto per Flauto e Orchestra in Re maggiore N.2 K 314
Allegro aperto
Andante ma non troppo
Allegro finale
Sergej Prokof’ev (Sontsovka,Ucraina,1891 – Mosca 1953)
Sinfonia N. 1 in Re maggiore Op. 25 “Classica”
Allegro
Larghetto
Gavotta. Non troppo allegro
Finale. Molto vivace
SECONDA PARTE
Durata: 30’ circa
Franz Joseph Haydn (Rohrau 1732 – Vienna 1809)
Sinfonia N. 104 in Re maggiore “London”
Adagio. Allegro
Andante
Minuetto. Allegro
Finale. Allegro spiritoso
Direttore d’orchestra GIOELE MUGLIALDO
Flauto TONY CHESSA
ORCHESTRA DELL’ENTE CONCERTI “MARIALISA DE CAROLIS”

Comunicato stampa
Gestione Uffici Stampa

di Andrea Bazzoni
Viale Italia,78
07100 Sassari
Tel. 079 24.06.53
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