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MareMatrice: arte e scienza per salvare il mare
Il progetto poetico ambientale realizzato dalla coreografa sassarese Alessandra Mura ci conduce nelle profondità del mare per imparare a conoscerlo e tutelarlo

Anteprima: 25 luglio Castello di Sarzano ore 18 Per un insolito incontro tra il mare sardo e l'appennino Tosco emiliano

Sarà presentato in anteprima nazionale il 25 luglio al Castello di Sarzano di casina in Emilia Romagna il progetto artistico di tutela ambientale MareMatrice realizzato dalla coreografa sassarese Alessandra Mura . Il lavoro esplora la relazione tra essere umano e natura utilizzando i linguaggi della danza, della musica, della biologia marina, della videoarte e le tecniche dell’apnea subacquea. Obiettivo del progetto è quello di creare un incontro emozionale tra il mare e il pubblico con l’invito ad imparare a conoscerlo e tutelarlo.

Mare: matrice di vita, origine, modello, forma fluida che unisce e non crea confini che chiama a se e che attraverso la profondità e la trasparenza del suo silenzio mette ogni individuo in relazione intima con se stesso. “Perchè il mare -spiega Alessandra Mura- è il luogo dell’incontro, della libertà, della rinascita”. La coreografa ha curato la direzione artistica e la regia del progetto imparando le tecniche dell’apnea e realizzando personalmente i movimenti di danza in immersione. “MareMatrice” girato interamente in Sardegna, è un racconto che si sviluppa attraverso un cortometraggio, una mostra fotografica e una performance di danza e musica. Accanto alla coreografa ha lavorato al progetto un team composto da altre 6 danzatrici apneiste e performer. Luisella Conti, Alice Friggia, Sara Giordanelli, Francesca Panu, Emilia Satta, Valentina Solinas . Le riprese video, il montaggio e le immagini fotografiche sono state realizzate da Alessandro Spanu,  Gianpiero Dore ha curato le riprese subacquee.  Manuel Attanasio ha scritto e interpretato la colonna sonora del progetto. “MareMatrice” realizzato dall’associazione culturale Parabatula è stato concretizzato grazie alla collaborazione con le associazioni “ASD Mare di Fuori” e “Balletto del Mediterraneo” e al supporto di “Fondazione di Sardegna” e “Tiscali Italia” media partner. Fondamentale è stata inoltre la consulenza scientifica della biologa marina Stefania Pinna e degli Istruttori apneisti Fabio Mura e Sergio Addis. La prima regionale del progetto sardo, annullata nei mesi scorsi a causa dell’emergenza Cororonavirus, sarà riprogrammata a breve. Nel mare di Sardegna Parabatula e le associazioni partner inizieranno intanto un progetto di difesa e tutela dell’ambiente tramite un’operazione di pulizia delle spiagge e dei fondali marini dalla plastica e dai rifiuti.

 

Vivere il mare per proteggerlo.

“Mare matrice” nasce per riportarci al mare e per imparare a tutelarlo- prosegue Alessandra Mura- perché soltanto vivendo questo elemento tanto prezioso, possiamo davvero imparare a rispettarlo e difenderlo. Solo imparandone i suoi moti e l’effetto che fisicamente, meccanicamente ed emotivamente ha su di noi, possiamo tutelare la sua vita e la sua forza. Perché rispettando il mare tuteliamo il genere umano”.

Dal mare sardo alle montagne dell’Emilia Romagna: MareMatrice un evento site specific

Nato in Sardegna, nel mare della provincia di Sassari” MareMatrice” ha l’obiettivo di diventare ad ogni tappa del suo viaggio artistico portavoce di un messaggio ambientalistico diventando espressione del territorio e delle comunità via via coinvolte nel progetto. Ogni presentazione è  site-specific ovvero pensata appositamente per il luogo che la ospita. Per questo la performance di danza che accompagna il video si realizza in collaborazione con le persone appartenenti alle comunità in cui si svolge. Frequentando un workshop gratuito 30 allievi danno vita ad un gruppo eterogeneo di performer che affianca le danzatrici professioniste.

Il cortometraggio

In 20 minuti intensi di visione il cortometraggio “MareMatrice” ci porta a riscoprire la condizione del corpo in acqua, immerso nel mare. “Tutti sappiamo – prosegue Mura – che Il corpo umano alla nascita è composto di acqua all’80%, La filogenesi dell’uomo ci vede in origine esseri marini e durante la gestazione viviamo per 9 mesi nel ventre materno in costante apnea, immersi in un liquido che ci fornisce la vita, in unione simbiotica con la fonte della vita stessa, ma di tutto questo perdiamo la memoria crescendo. “Mare matrice” nasce per risvegliare questa memoria sopita per riportarci al mare perché soltanto conoscendo direttamente e vivendo questo elemento tanto prezioso, possiamo davvero imparare a rispettarlo e difenderlo. Con il nostro lavoro vorremo portare l’attenzione inoltre anche sulle discipline artistiche e sportive come strumento di relazione e conoscenza del contesto naturale”.

La danza in apnea.

La prima fase del progetto, durata circa 6 mesi è stata dedicata interamente alla preparazione atletica. Alessandra Mura e le altre danzatrici del team hanno dovuto apprendere le tecniche dell’apnea ed esercitarsi a lungo sott’acqua prima di poter eseguire le coreografie.

“La pratica della danza in mare -conclude Mura- ci ha fatto superare la barriere più invalicabili tra cui la forza di gravità, emblema delle costrizioni che non ci consentono di percepirci unità con l’ambiente esterno ma continuamente in opposizione ad esso. Abbiamo lavorato prima in piscina e poi in mare. L’esperienza è stata un viaggio quotidiano nell’incognito che ci ha fatto imparare tanto sulle tecniche di apnea, sulla danza, sul mare ma soprattutto ci ha fatto riscoprire tanti aspetti di noi stesse. In questo percorso di rinascita e di creazione, come donne prima di tutto, abbiamo consolidato il rapporto indissolubile con la nostra isola con la sua natura e con il mare che la avvolge come le braccia di una madre”.

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