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Roberto Crobu: «Coronavirus, in Spagna ritardi e sottovalutazione. Il mio lavoro? Lo sto ripensando»

Giovanni Runchina, per lo spazio di approfondimento dedicato ai sardi nel mondo nell'epoca del Coronavirus, ha sentito Roberto Crobu, cagliaritano, psicologo del lavoro, residente a Murcia

Cagliaritano residente a Murcia racconta come l’emergenza sta cambiando il Paese e sta dando una spinta anche ai suoi progetti personali

Due giorni fa la proclamazione dello stato d’allerta «ma qui la situazione è stata gestita in maniera molto diversa dall’Italia, con un’incoscienza quasi criminale da parte di certi politici». Roberto Crobu, è netto e severo nella sua analisi.

Psicologo del lavoro, da 20 anni in Spagna, vive a Murcia e guarda con preoccupazione sempre crescente all’evolversi dell’epidemia di coronavirus che si sta rapidamente diffondendo in tutto il Paese: «A differenza dell’Italia, che non aveva un caso precedente di riferimento in Europa, il governo spagnolo poteva prendere provvedimenti vedendo ciò che stava accadendo da voi. L’8 marzo – con 17 morti e 684 casi accertati – il governo centrale, la regione, e il comune di Madrid hanno dato il permesso per una grande manifestazione in occasione della festa della donna. Questo evento, con centinaia di migliaia di persone, si è trasformato in un contagio pubblico. Due ministre e la moglie del primo ministro, Pedro Sanchez, sono risultate positive al Covid 19 e questa domenica contiamo già 300 morti e quasi 8 mila contagi».

Ciò che racconta è la perfetta fotocopia di quanto accaduto sinora in Italia, con una differenza sostanziale che riguarda per l’appunto l’atteggiamento della politica «Ciò che ho potuto apprezzare è stata la serietà delle istituzioni anche se con qualche errore forse scusabile per il fatto di essere la prima nazione europea colpita alla sprovvista. In quanto al popolo italiano la percezione è stata di grande inciviltà e mancanza di coscienza sociale e del rischio da parte delle singole persone. I cittadini spagnoli si sono finora comportati come quelli italiani: Madrid è stata isolata ma poi molti suoi abitanti si sono spostati in costa. Nella mia regione – Murcia – nel sud del paese abbiamo chiesto al presidente di chiudere le scuole ma la decisione è diventata esecutiva solo a partire da oggi. Nel frattempo nel fine settimana è stato dichiarato lo stato d’allerta. Allo stato attuale io sono in comunicazione con la rete di Direttori di Risorse Umane di 100 aziende regionali. Secondo quello che ho potuto constatare oggi tutte le aziende apriranno regolarmente, quindi si prevede il classico traffico del mattino o forse di più perché non è permesso circolare a più di una persona per macchina».

Ad oggi l’area maggiormente in crisi è quella di Madrid ma le criticità sono dappertutto. Domani il governo annuncerà anche le misure di tipo economico, nel frattempo attività e spostamenti vanno avanti.

Ma questa emergenza per Roberto è anche una straordinaria occasione per ripensarsi da un punto di vista professionale: «Sono psicologo del lavoro e sviluppo progetti di formazione per aziende. Tutta la mia agenda è praticamente cancellata fino alla fine di questa pandemia. Però è un’opportunità per imprimere una svolta alla mia attività, da tempo volevo investire sull’online. Ho preparato un servizio di consulenza individuale e in gruppo attraverso videoconferenze che sarà gratuito per tutti gli impiegati della rete dell’associazione regionale dei direttori di Risorse Umane. Poi ho aperto un canale su Youtube per dare sostegno morale e aiutare le persone in isolamento o in quarantena. Il confinamento in casa provoca vari stadi mentali ed emozionali: incluso relazionali. Le famiglie non sono abituate a passare tanto tempo in casa assieme. Gestire la comunicazione, la noia, le frizioni personali, non è facile. Prevedo una crescita di casi di conflitti, alcolismo, gioco patologico, dipendenza da apparati tecnologici, soprattutto perché la quantità d’informazione che arriva è tantissima. Io sono in isolamento da 4 giorni. I primi due giorni le statistiche del mio Iphone mi davano più di 8 ore incollato al telefono. Inoltre sto promuovendo sui social l’aiuto agli anziani nei condomini per aiutarli nelle cose più comuni: dalla spesa allo smaltimento della spazzatura».

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